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12.6.09

Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale - Introduzione

Sono trascorsi più di cinquant’anni dalla pubblicazione di “Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale”; era il 1941, l’Italia era in guerra e Giovanni Descalzo aveva trentanove anni; sarebbe morto dieci anni dopo, nel 1951.
In questo periodo il libro è quasi sparito dalla circolazione; le poche copie rimaste sono conservate da alcune biblioteche e dagli estimatori dello scrittore sestrese.
Questa riedizione è stata resa possibile dalla passione di una di loro, la professoressa Franca Bacigalupo, che meritoriamente custodisce in originale o in copia buona parte dell’opera di Descalzo e che mi ha incoraggiato alla lettura di questo autore.
Il presente lavoro è quindi nato sotto i buoni auspici di un rapporto di amicizia e di collaborazione che nel tempo si è esteso ad altre persone; vorrei citare in particolare la professoressa Ilaria Descalzo – figlia di Giovanni – che ha accolto e sostenuto con entusiasmo l’iniziativa di ripubblicare “Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale”.

La produzione letteraria di Descalzo, scrittore operaio di Sestri Levante, è stata vasta e diversificata. Egli amava soprattutto la poesia, alla quale si dedicò con passione come testimoniato dalle numerose raccolte pubblicate: da Uligine (1929) a Risacca (1933), Paese e mito (1938), Variazioni (1947).
La necessità di integrare le entrate derivanti dal lavoro di operaio lo spinse a ricercare collaborazioni giornalistiche, raccolte poi in buona parte in “La terra dei fossili viventi: viaggio in Australia” (1938), “Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale” (1941), “Le Cinque Terre” (1942).
Vasta fu anche la produzione di racconti per i ragazzi, i quali avevano spesso come tema comune il mare ed il mondo della navigazione: fra i titoli principali “Al lungo Corso: Racconto Marinaro” (1943), “Antonio da Noli” (1943), “Sotto coperta” e “In coperta” (1944), “Bacciga il mozzo: romanzo peschereccio” (1946), “Buba Scala il nemico dei negrieri” (1951).
Descalzo pubblicò anche raccolte di prose liriche, fra le quali “Interpretazioni” (1934) e “A volto di fiore” (1948) ed i romanzi “Esclusi” (1937) e “Tutti i giorni” (1950).

La ripubblicazione di “Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale” non risponde ad un criterio interno alla produzione di Descalzo.
Piuttosto, nella scelta di quest’opera è stata determinante la ricchezza di informazioni folkloristiche, etnografiche, storiche relativa ad un’area geografica circoscritta – la Liguria orientale – ma non eccessivamente ristretta.

Le escursioni di Descalzo furono da lui raccolte in sette sezioni, ordinate in base ad un criterio geografico.
La prima è dedicata al comprensorio di Sestri Levante; in seguito, Descalzo visita il golfo di La Spezia, sale verso il passo di Cento Croci e Borgotaro (terza parte), descrive le valli di Vara e del Magra e la Lunigiana.
La quinta parte dell’opera descrive il chiavarese; il percorso si snoda in val di Sturla, val Graveglia, val Fontanabuona.
Le ultime due parti sono relative l’una alle chiese ed ai santuari dei golfi Tigullio e Paradiso, l’altra alla costa a ponente della provincia di La Spezia.
Questo patrimonio rischiava di scivolare nell’oblio, come avviene per gran parte dell’immensa produzione libraria del diciannovesimo e del ventesimo secolo.

Per garantire una maggiore fruibilità del testo si è preferito trascriverlo interamente su supporto informatico invece di realizzare una copia anastatica.
Questa scelta ha comportato un maggiore impegno lavorativo; la riedizione ha richiesto quasi due anni.
Per rendere scorrevole la lettura e garantire la massima fedeltà alla prima edizione gli errori tipografici ed alcune forme di difficile comprensione presenti nell’originale sono stati corretti, indicandolo nelle note quando necessario.

La ricchezza delle citazioni e dei rimandi di Descalzo ad autori ormai poco conosciuti suscita la curiosità del lettore; le note bibliografiche forniscono una prima risposta, tuttavia si consiglia di seguire la narrazione di stampo giornalistico riservando magari ad un secondo tempo la lettura degli approfondimenti.
Al testo sono stati aggiunti gli indici dei nomi e dei luoghi; un contributo rilevante alla fruizione dell’opera anche perché spesso i titoli dei capitoli non rimandano intuitivamente alla località descritta.

La scelta di un piccolo editore, se da un lato è stata ovviamente determinata da considerazioni di carattere economico, è anche testimonianza di come attualmente sia possibile a chiunque – sia pure un privato od una piccola associazione – portare avanti un proprio progetto culturale, anche attraverso lo strumento principe della pubblicazione di un libro.

In conclusione, desidero ringraziare il professor Duilio Citi, ricercatore confermato presso il Dipartimento POLIS della Facoltà di Architettura dell’Università di Genova, ed il professor Francesco Dario Rossi, poeta e scrittore, collaboratore della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, per le prefazioni che hanno scritto per questa edizione. I loro contributi illustrano efficacemente alcuni aspetti chiave di “Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale”.
Duilio Citi ha inoltre realizzato tutte le fotografie che compaiono nel volume, escluso il ritratto di Giovanni Descalzo; sono immagini di grande valore documentario ed artistico catturate in diversi anni di ricerche sul territorio.
Ringrazio l’ingegner Pier Angelo Moretto, presidente dell’Associazione Culturale del Genovesato, per l’entusiasmo con il quale sostiene le numerose iniziative intraprese dal nostro sodalizio.
A vario titolo hanno contributo a questo volume anche Marco Bo, Luigi Ceffalo, don Mauro Gandolfo, Lazzarin Ghio, Paolo Gianelli, Mario Massucco, fratel Elio Osler, Federico Ravagli, don Paolo Romeo, Fabrizio Smeraldi, Pier Angelo Smeraldi, Alberto Sturla, Giulio Traversaro.
Un particolare ringraziamento a Pietro e Riccardo Barotti per le preziose ricerche che svolgono tempestivamente e meticolosamente nell’archivio storico della diocesi di La Spezia, Sarzana e Brugnato.

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