12.6.09

Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale - Giustificazione

Questo post fa parte del libro di Giovanni Descalzo "Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale"


Giustificazione

Salvare una raccolta di articoli illustrativi, iniziata da oltre un decennio, può apparire presuntuoso. Conviene quindi giustificarsi prima che il lettore rilevi le ripetizioni, l’abbondanza minuziosa dei particolari, il carattere di cronaca e la scorrevolezza discorsiva che mal s’intona coi volumi riordinati e messi a punto per truccarli da libri omogenei, fusi e compiuti in ogni loro capitolo. Sarà facile scoprire che la maggior parte degli avvenimenti sono stati superati. Talune persone, anzi molte delle principali figure, sono scomparse e non poche delle opere per cui il pezzo è stato scritto hanno avuto compimento.
Giunto l’invito a raggruppare queste corrispondenze da chi ama la nostra regione, ho ricordato il suggerimento di Giorgio Pini che le avrebbe viste volentieri unite in una guida sentimentale dei Santuari, delle vallate e delle calanche liguri. Apparse sul “Giornale di Genova” in buona parte nel periodo in cui egli diresse il quotidiano, fu per suo stimolo che percorsi passo passo la Liguria di Levante e presi passione alle piccole scoperte storiche, alla raccolta delle leggende che si vanno sperdendo, ai costumi e alle tradizioni intime del nostro popolo.(1)
Condiviso con entusiasmo il proposito degli amici, mi son venuto accorgendo che un lavoro di aggiustatura e di tagli, di aggiornamento e di ritocchi, avrebbe deformato il carattere spontaneo degli scritti.
Alla sfiducia che l’autocritica continua a crearci quando si tratta di mettere le mani in lavori giovanili, s’è venuta poi sostituendo una iniziale indulgenza per la documentazione precisa, per la messa a fuoco diretta di impronte, episodi, aspetti ben determinati della nostra gente, quali solo di possono assommare appunto in lavori di indole varia, dove è possibile coglierli all’impensata, in atteggiamenti e prove che sarebbe altrimenti difficile riprodurre senza una ancora più arida forma espositiva.(2) Ed è per questa considerazione che l’indulgenza per gli evidenti difetti è stata possibile, e il libro s’è formato mantenendo tutto il sapore primitivo dei pezzi.
Se il lettore saprà perdonarla, non dispero avergli indicato itinerari nostrani ricchi di poesia per l’appagamento del comune bisogno di conoscenza e d’amore verso la nostra regione.(3)

G.D.

Sestri Levante
Estate 1941 – XIX.

Note:

1 - Giorgio Pini, (1/02/1899 - 30/03/1987), scrittore e giornalista, fu direttore e caporedattore di vari giornali, fra i quali il “Corriere Mercantile” di Genova, “Il Popolo d’Italia” ed il “Resto del Carlino”. Fu sottosegretario agli Interni della Repubblica di Salò.

2 - “una ancora” compare nel testo originale. In varie occorrenze, in seguito non più segnalate, Descalzo non usa la forma apostrofata dell’articolo indeterminativo femminile anche quando esso compare davanti a parole che iniziano per vocale.
3 - La versione originale di “Santuari, vallate e calanche della Liguria orientale” contiene le fotografie in bianco e nero di alcuni quadri, non incluse nella presente edizione. Fra queste, una non ha didascalia, per cui non è stato possibile attribuirla ad alcuno; le altre opere sono:
Antonio Discovolo “Vendemmia nelle Cinque Terre”, Orlando Grosso “Pian di Mare”, Piero Marussig “Paesaggio”, Enrico Paulucci “S. Lorenzo della Costa” e “Vele sul Golfo Tigullio”, Lino Perissinotti “Zoagli”, Emanuele Rambaldi “Entroterra di Sestri Levante” e “Pini a Zoagli”, Q. Saccarotti “Paesaggio ligure”, Alberto Salietti “I pini alle Grazie” e “San Salvatore dei Fieschi”.



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