Pages

6.1.10

"Uomini sul mare" di Ugo Cuesta - Angela

Questo post fa parte di "Uomini sul mare" pubblicato da Ugo Cuesta nel 1938

Angela è la ragazza di Alberto; di Alberto imbarcato sulla petroliera che da due anni non torna. Angela aspetta ancora, le sue compagne domandano: quando viene Alberto?
Bella cosa gli imbarchi sulle navi dai viaggi rapidi, regolari; i mariti, gli amanti non fanno sospirare. Petroliera, nave dei sospiri, comandata dal corso di borsa. La radio la manda dove conviene. Angela, venticinque anni, il seno maturo, sangue rapido, tanti capelli neri, gli occhi cerchiati, ha le notti inquiete.
Alberto il bel ragazzo, naviga e tribola, qualche volta scrive, ricordando ore belle promette la gioia. Angela vuole diventare una sposa, il suo corredo è pronto, la sua carne impaziente. Vuole diventare una sposa, vestirà dimessa, la pezzòla, gli zoccoli, s’agghinda e non gode.
Ha la fotografia di Alberto, l’ultima: un bel ragazzo, lo dicono manesco. Naviga sempre, che sfortuna. Nei porti son tante le donne da sollazzo, lui si arrangia; così è facile aspettare. Angela sogna distese di onde mosse, prue nella schiuma e cose che la tormentano. Il suo navigante è al timone, il lungo e basso scafo della petroliera, col fumaiolo a poppa, rolla, o, in cuccetta, chissà chi sogna, Alberto. Dalle sue lettere non traspare gelosia.

*

Angela guarda i naviganti tornare. Passano con le fidanzate. Partiranno presto, ma intanto son tornati. Ragazze diventano spose, il loro ventre si gonfia di vita.
La petroliera chissà dov’è. Parte per una destinazione, la radio ne dà un’altra; ha la prua su un porto vicino, il calcolo degli affari la respinge lontano; passa gli stretti, succhia essenza in Mar Nero. Che cosa entra, Angela, in questo gomitolo di affari?
Il gomitolo della sua calza finisce e un altro è cominciato, ogni maglia un rammarico. Lui, che fa? Spero presto – scrive – essere con te, bella mia. Son due anni che lo ripete. Speranza, pane solo, duro.
Che fa? La petroliera è indifferente al suo pensiero, al sospiro di Angela. Bassa sull’onda a pieno carico, trasporta l’equipaggio qua, là, lo costringe a pilotarla dove vuole. Le esalazioni della petroliera danno al navigante malinconia, i tristi approdi del Mar Nero lo stancano; e vorrà rifarsi, avere un’ora per sé, comunque sia; ma non è, da due anni, l’ora di Angela.
Tornasse d’improvviso, ella sarebbe confusa, uno sguardo d’amore a lui, uno alle vesti, timorosa di non esser bella, un abbraccio lungo e tanti altri abbracci, domande e silenzi rotti. Se tornasse.
Bambine interrogano Angela, per sapere quando sposa; giovani la guardano, par che attendano, sua madre è un po’ dura con lei. Sappimi dire – scrive ad Alberto – quando tornerai, così è troppo tempo che s’aspetta, il bene che ti voglio tu lo sai, dovresti lasciare le petroliere.
La sera; se gli ha scritto, si corica eccitata, scotta un poco, si trova nel buio supina, con gli occhi aperti. Lui, forse, dorme, ha fatto quattr’ore di guardia, altre quattro dovrà farne nella diana, il mare scuote la petroliera che ha le tanche vuote, la catena del timone rumoreggia, l’elica fa tremare ogni cosa, l’immagine della ragazza appare, scompare, sfuma, si deforma nel sogno del navigante; qualche larva di gelosia esce dal nulla. Alberto, quand’è desto, scuote il capo. Desidera il ritorno, mormora, sorride a certe rimembranze, s’adatta alla vita. Angela è bella con quegli occhi neri, i suoi seni invitano, le sue labbra son là senza baci. Passano altre immagini di donne, non la nascondono. Dovesse cambiare idea, pensa Alberto, dovesse cambiare idea (la prua si alza, di poppa ribolle la scia, nulla all’orizzonte, cenere di cielo, cenere di mare) sarei libero. Anche lei: e di chi sarebbe?

*

Troppa lontananza, il cuore incerto, un breve spasimo acuto al pensiero di un altro su quella bocca, su quei seni; musica di vento, musica di mare, la campana rintocca il cambio della guardia, un’ondata si rovescia sul bordo, la gatta bigia miagola i dolori del parto, la radio scoppietta e sibila un ordine, per vicino o per lontano. Forse sulla scintilla dello spinterogeno è sospesa, come una farfalla, la sorte di Angela.


Delicious
Bookmark this on Delicious

0 comments: