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24.1.12

Adesso ai giovani toccano pure le esternazioni di Michel Martone

Dopo l'infelice precedente di Tommaso Padoa-Schioppa, che usò l'espressione "bamboccioni" per indicare i giovani che non erano ancora usciti di casa, adesso è il turno di Michel Martone, trentottenne vice-ministro del Lavoro, che definisce "sfigato" chi si laurea dopo i 28 anni.
 E' odioso che persone così privilegiate si sentano in dovere di sentenziare con tanta facilità sulla situazione dei giovani.

Tommaso Padoa-Schioppa parlava di cose di cui non poteva avere conoscenza se non per sentito dire. Da figlio dell'amministratore delegato delle Generali, il problema della casa gli sarà sembrato una questione remota come le discussioni dei bizantini sul sesso degli angeli. Del resto nel 1968 -appena ventottenne- era già in Banca d'Italia, ancora adesso un luogo di lavoro con retribuzioni ben al di sopra della media.

Michel Martone ha origini più umili; figlio di un magistrato di cassazione, a 23 annni si è laureato in giurisprudenza, a 26 finito il dottorato è diventato ricercatore e a 29 anni ha ottenuto l'idoneità come ordinario.
Invece di preoccuparsi degli studenti fuori corso, sarebbe più utile che provasse a spiegare ai precari "fuori corso" dell'università come fare a replicare i suoi successi accademici; a meno che non siano tutti irrimediabilmente "sfigati". Update: Intanto cominciano ad arrivare delle interessanti reazioni dal mondo accademico. Speriamo che qualcuno riprenda in mano la pratica.

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